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Triangolo e vendetta!
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Venerdì 04 Febbraio 2011
Ketty

Essere mollati non è mai una passeggiata e lo sapete tutti. Si tratta di un evento più o meno tragico che spesso dà il via ad una serie di comportamenti che possono oscillare tra l'irrazionale, l'aggressivo e l'autolesionista. Tutte cose che a ragion di logica non andrebbero fatte e che, in uno stato psichico di normalità, non faremmo mai.

Voi, da mollati, che avete combinato al vostro (ex) partner? Vendetta, tremenda vendetta! Ebbene sì, senza alcuna vergogna, anzi, con una punta d'orgoglio, vi rivelo la gustosissima vendetta che mi sono presa nei confronti non di uno, bensì di due EX per eccellenza: il mio ex-fidanzato e la mia ex-amica.

Triangolo, come da manuale:

- io, la devota, innamoratissima fidanzata con le fette di prosciutto sugli occhi; 

- lui, il compagno in crisi col lavoro e con se stesso, un po' sfuggente, a tratti introverso che propone la classica "pausa di riflessione" perchè è pervaso dai dubbi riguardo ai suoi sentimenti ed ha bisogno di tempo per riflettere in solitudine;

- lei, la mia migliore amica, confidente e spalla su cui piangere, quella con l'atteggiamento cameratesco nei confronti del mio moroso, ma che "mai e poi mai andrebbe con l'uomo di un'amica!"; quella per cui lui non era proprio il suo tipo; quella che ascoltava paziente i miei dubbi e mi suggeriva di concedergli del tempo, perchè forse aveva davvero solo bisogno di riordinare le idee dalla giusta distanza; quella che, però, negli ultimi tempi, si era fatta più evasiva: accampa scuse per sottrarsi alle nostre serate al cineforum ed ai nostri pomeriggi del sabato a base di shopping e chiacchiere leggere e aveva sempre qualche motivo valido per essersi dimenticata di chiamare, ma prometteva che non sarebbe ricapitato.

Quando, una sera di fine settembre, in una trasferta a sorpresa a casa del mio "fidanzato in stand by", ho beccato la macchina di lei, non volevo crederci. Eppure, d'un tratto, era tutto così banalmente evidente. E' stato un colpo atroce, confermato dal sopralluogo del mattino dopo, in cui ho ritrovato la sua auto esattamente allo stesso posto ed ho dovuto arrendermi all'amara evidenza. Me ne sono tornata a casa con il cuore a pezzi e con l'infinita, umiliante amarezza di chi è stato tradito da un amico. Ho passato intere settimane a domandarmi il perchè di un tradimento così tradimento, ho pianto lacrime amare e disperate ed ho atteso che almeno uno dei due avesse il coraggio di affrontarmi e di darmi uno straccio di spiegazione, ma nessuno si è presentato.

Dopo lo sgomento dei primi tempi, ho iniziato ad avvertire una fortissima rabbia ed un bisogno di rivalsa crescente, al punto tale che ho deciso lucidamente di vendicarmi rendendo loro la stessa bassezza. Sono tornata a flirtare con il mio ex, sfoderando tutte le mie armi di seduzione e facendo leva su alcune mie qualità davanti alle quali, sapevo con certezza, avrebbe capitolato. In questo modo mi sono riconquistata la sua attenzione e la sua fiducia, fino ad arrivare a incontrarci di nascosto (prima fuori, poi a casa mia) per dedicarci a qualche trasgressiva rievocazione dei bei vecchi tempi (curioso, vero? in quel modo l'amante ero diventata io!). L'ho ospitato da me un paio di volte e, al momento di programmare il terzo incontro, ho chiesto l'aiuto di un'amica in comune con la vile traditrice, supplicandola di organizzare per loro due una pizza per quella stessa sera, assicurandomi che fosse lei ad andarla a prendere con la sua auto. Ovviamente ho dovuto metterla al corrente nei dettagli del mio intento vendicativo, ma non ho ricevuto alcun biasimo, bensì la totale disponibilità alla causa. Il piano prevedeva che le due uscissero a cena e, terminata la cena, che la mia complice, sulla via del ritorno, con una scusa, prima di riportare a casa la fedigrafa, passasse proprio sotto casa mia. Io, nel frattempo, mi rotolavo tra le lenzuola con il mio exfidanzato, attuale amante, dopo essermi assicurata che parcheggiasse in un punto ben visibile. Così è stato: le due, in tarda serata, sono transitate dalla strada in cui abito a velocità molto moderata, di modo che la passeggera vedesse bene l'auto del suo (mio?) uomo e le sbiancasse la cera in viso fino a colorarla di un bel verde furia, ma senza farle proferire una sola parola. Ovviamente la mia complice non ha mancato di farle notare che la macchina parcheggiata in questione era quella di lui, sospirando e ipotizzando di quanto sarebbe stato bello se fossimo tornati insieme. Una volta certa che tutto si fosse svolto come da programmi (sms di conferma dall'amica), ho congedato il bastardo con un sonoro vaffa, ho preso una dose massiccia di alcaselzer per farmi passare la nausea, ed ho lasciato che la storia seguisse il suo corso. Mi sono negata alle chiamate di entrambi nei giorni successivi ed ho definitivamente (ed anche un po' amaramente) posto il suffisso EX difronte alle loro brutte facce. Ricordo che, in quel periodo, portavano entrambi al collo un cordoncino di cuoio con un piccolo pendaglio uguale, forse in segreto pegno d'amore …per quel che mi riguarda, ci si sarebbero dovuti strozzare!


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